Comune di Monte San Savino
          Valdichiana - Arezzo - Toscana - Italia
                    Città d'arte, di storia, cultura e tradizioni

 

 

Le località

 Alberoro
        Gargonza
                Le Vertighe
                        Montagnano
                                Palazzuolo
                                       Verniana
 
Alberoro

Il nome di questa frazione deriva da Arbororum, cioè bosco di querce, assai vasto nell'antichità ma in gran parte bruciato nel XIII secolo. Se ne ha ancora notizia nell'anno 939 allorché Ugo e Lotario re d'Italia donarono la selva con tutti i suoi annessi al capitolo di Arezzo. Quest'ultimo, con il passare del tempo, cominciò a concedere in enfiteusi i beni di Alberoro alle varie famiglie del luogo, fino a che essi giunsero in proprietà degli Albergotti, famiglia di patrizi aretini.
Da vedere la chiesa di San Marco.

Chiesa di San Marco

Chiesa appartenente al piviere di S. Maria al Toppo, citata nella decime del 1274 e del 1390. All'interno è stato rinvenuto un affresco quattrocentesco. L'edificio venne rifatto nelle forme attuali nel 1739 e nel 1741 assunse il titolo di pieve.

           

 

Le Vertighe

A circa 2 Km dal centro di Monte San Savino si trova il Santuario di Santa Maria delle Vertighe, ubicato nelle immediate vicinanze dell'uscita 27 dell'autostrada del Sole, della quale questa Madonna è protettrice.
La leggenda narra che un signorotto di Asciano, Aldobrando d'Alberto, al momento della sua morte lasciò in eredità i suoi beni ai propri figli. Di essi faceva parte anche un'immagine della Regina del Cielo, molto venerata in quei luoghi. Si narra ancora che i due fratelli arrivarono a contendersi con le armi il possesso dell'immagine sacra; allora, forse per volontà divina, due angeli sollevarono la cappella ov'essa era raffigurata  e  la   trasportarono  in  altro luogo, lì, nel poggio delle Vertighe, onde evitare il sanguinoso fratricidio.  La storia conferma in parte quello che ci narra la leggenda. Già una pergamena dell'anno 1073 nomina espressamente l'esistenza di questa chiesa. 
 
Successivamente, fino all'anno  1288,  restò   sotto   la   giurisdizione  della  chiesa  di  Arezzo, per poi passare ai monaci camaldolesi della congregazione di Firenze. Furono loro che trasformarono la piccola chiesetta in santuario, facendo costruire il campanile (nel 1520-21, probabile opera del Sansovino), il loggiato esterno, il monastero. Il santuario officiato dai frati minori, ha struttura basilicale a tre navate con colonne e capitelli ionici. All'interno una pregevole tavola duecentesca (Maria col Bambino in trono e quattro storie di Maria) di Margaritone e di Ristoro d'Arezzo, un affresco di Orazio Porta con l'Assunta e, nel piccolo museo, due tavole di Ridolfo del Ghirlandaio (San Savino e San Romualdo) e un Crocifisso dipinto nel 1420 da Lorenzo Monaco.

       

 

Montagnano
Questa frazione, situata a levante di Monte San Savino, fu in antico un importante castello, che nel XII secolo troviamo sotto la giurisdizione del capitolo della cattedrale aretina al quale venne confermato nel 1188 dal duca Filippo d'Antiochia figlio dell'imperatore Federico I al tempo in cui fu vicario e marchese della Toscana. La villa di Montagnano ebbe una certa autonomia e propri statuti (1601) nell'ambito della podesteria di Civitella, finchè, con il Regolamento del 1774, fu aggregata alla comunità di Monte San Savino. 
Da vedere la chiesa di San Prospero.
Chiesa di S. Prospero
 
La prima notizia della chiesa di S. Prospero è relativa alla visita pastorale del 1583; l'impianto edilizio è comunque antecedente. Venne ristrutturata sul finire del XIX secolo e venne dotata di una facciata in stile neogotico nei primi anni del '900.

         

 

Palazzuolo

Sull'antica rocca di questo centro, posto sulla sommità dell'omonimo monte, ebbero signoria gli Ubertini d'Arezzo che troviamo in diverse occasioni collegati con i nemici di Firenze. Insieme a Gargonza fu venduto da quella famiglia a Siena nel 1381, poi passò anch'esso (1385) alla repubblica fiorentina. Di Niccolò, un membro degli Ubertini, si registra un tentativo di ribellione, nel 1500, che comportò la confisca nonché la vendita di tutta la sua proprietà.
Da vedere il viale dei Cipressi e la chiesa dei SS. Pietro e Giusto.
 Chiesa dei SS. Pietro e Giusto
 
La chiesa venne costruita nel 1815 per volere della famiglia Casini, proprietaria della limitrofa fattoria. La canonica venne edificata nel 1826. La chiesa fu consacrata il 1° aprile 1831 ed ottenne il titolo di pieve per iniziativa del pievano Luigi Casini. Gli interni sono decorati da un ciclo pittorico opera del figlinese Righi. Il campanile in pietra faccia a vista venne eretto nel 1924 su progetto dell'ing. Ubaldo Cassi.

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Verniana

Dal Monte, percorrendo la via dei Procacci, si sale a Verniana, antico castello dei conti Scialenga, potenti feudatari del territorio senese (nel 1040 un Wilfredo, di questa famiglia, donava alcune terre e case al capitolo della cattedrale aretina). Qualche secolo più tardi, Verniana era signoria della nobile famiglia Raspanti, ma andò via via riducendosi a semplice villaggio colonico. In tempi recenti è stato completato il recupero di un borgo rurale, il Renaiolo, ora adibito ad attività turistica.
Da vedere la piazzetta e la chiesa parrocchiale.

 

Chiesa di S. Clemente
 
Chiesa parrocchiale risalente al XVIII secolo, restaurata nel 1954; conserva un'immagine in tela della Madonna del Buon Viaggio, copia moderna di un affresco assai deperito e due affreschi attribuiti a Bartolomeo della
Gatta.
 
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Un parroco da ricordare

Il 28 agosto 1992 è venuto a mancare mons. Angelo Fantoni, parroco di S. Clemente, ricordato con devozione per le sue opere e per aver offerto, nel lungo servizio sacerdotale, conforto e salute materiale e spirituale ai malati e a tutti i bisognosi del suo aiuto e di quello divino.
Nato a Freggina in Comune di Bibbiena, nel Casentino il 2 maggio 1903, mons. Angelo Fantoni, al secolo Francesco, figlio di Pietro e Annunziata Cipriani, entrò in collegio all'età di 17 anni. Vestito l'abito clericale nel 1927, fu ordinato diacono nel dicembre 1929 e quindi sacerdote il 18 marzo del 1930. Ebbe incarichi religiosi a Camaldoli, quindi fu all'estero, in Francia e Italia. Nel 1939 fu cappellano di S. Alessandro in Vecchiano (Pi), quindi nel 1940 parroco di Cordoso di Stazzema (Lu). Fin dal novembre del 1948 fu trasferito nella parrocchia di Verniana dove è rimasto per lungo tempo - divenuto prelato domestico di Sua Santità e Canonico della Cattedrale di Arezzo - fino alla sua morte (28 agosto 1992).