- La presenza di un teatro o, meglio, di un
luogo adibito a teatro, a Monte San Savino è ipotizzabile già nella
seconda metà del secolo XVI, ma solo per il 1681 abbiamo notizia certa di
rappresentazioni di alcune commedie per le quali si mobilitò la
"gioventù del Monte".
- Più tardi un gruppo di sodali
savinesi si costituì in corpo accademico denominato "Accademia dei
Sostenuti e dei Rozzi" la cui attività venne ospitata inizialmente nel
granaio della chiesa della Compagnia dei Bianchi (nel borgo del Corno, oggi
via Sansovino). Quindi l’Accademia dette avvio a un progetto
architettonico di ristrutturazione di questo ambiente, che consentì ad essa
di farsi promotrice di un regolare cartellone teatrale: quest’ultimo
iniziò nell'anno 1692 - in occasione del carnevale - con la
rappresentazione di una "commedia honestissima". Nuovi lavori di
ampliamento, effettuati nel 1726, consistettero nell'aumento della
volumetria del vano principale e, nonostante che rimanesse ancora di uso
promiscuo (fra accademici e compagnia dei Bianchi), l’intero ambiente si
avviò a divenire un vero e proprio teatro.
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- Alla fine dell'anno 1771, durante un'epoca
che in molte città italiane vide sorgere teatri stabili, la comunità
savinese inoltrò presso le autorità la richiesta di un teatro permanente,
in modo da potersene servire esclusivamente per i bisogni esclusivi
dell'Accademia e della sua attività teatrale: il progetto ebbe compimento
nell'anno 1777, allorquando il granduca di Toscana Pietro Leopoldo concesse
all'Accademia la sua protezione. I lavori furono affidati a F. Morozzi il
cui progetto, che in origine prevedeva due ordini di sei palchi ciascuno, fu
limitato dalla contiguità di un solido muro della chiesa dei Bianchi e si
definì con la costruzione di due ordini di sei palchetti nella parte destra
e di un solo ordine di sei palchetti nella parte sinistra.
Tale ristrutturazione del teatro rimase
fino al 1870, anno nel quale, dopo l’acquisto della contigua chiesa dei
Bianchi, iniziarono, sotto la direzione dell'ingegner U. Caratelli, nuovi
lavori di ristrutturazione. La pianta si arricchì di un terzo ordine di
palchi, di una sala buffet, di un salone adibito a foyer e di alcuni
camerini. Fu allora che l'Accademia intese onorare l’illustre
concittadino, scultore ed architetto Andrea Sansovino, attribuendo
all'edificio il suo nome, modificando inoltre la propria intitolazione in
quella di Accademia dei Rinnovati e Concordi.
Con l'inizio del nuovo secolo il teatro
subì un'ulteriore ristrutturazione affidata alla mente dell'accademico e
ingegnere C. Coradeschi e alle esperte mani del capomastro A. Radicchi.
Ristrutturazione che ebbe come conseguenza la reintitolazione del teatro nel
1901 al musicista Giuseppe Verdi, da poco scomparso.
A partire dall'anno 1904 incominciò nel teatro la
produzione di spettacoli cinematografici e, a partire dal 1939, a questo
scopo il teatro venne concesso in affitto alla società "Esercizi
Cinema Varietà". Questo atto, simbolico per i tempi, segnò un
profondo mutamento nelle abitudini e dei gusti e sancì la fine del
sodalizio accademico che fu sciolto il 29 gennaio 1949. In quell'occasione,
si istituì una commissione incaricata di iniziare trattative per la vendita
del teatro, che fu poi ceduto a privati nel 1951 e quindi adibito a sala
teatrale e cinematografica. Utilizzato con questa natura fino all'anno 1985,
il teatro divenne di proprietà comunale nel 1988. Il nuovo Teatro
"Verdi" è stato inaugurato il 20 maggio 2000 a conclusione degli
ultimi lavori di restauro.
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